当アカデミーのスピリット

指揮者に必要な素質は、想像に反して、素晴らしい統率力でも、しっかりと準備された音楽練習でもありません。単に、節度のあるリズム感と聴覚が必要なのみです。過去の最も偉大なアメリカ人コメディアンの中でも特筆に値する、ダニー・ケイ、ジェリー・ルイスを例にとってみもそれは明白です。幸運にも、彼らが陽気にオーケストラを指揮する様子を見た方には、彼らの表現した、的確にとらえられた、クリアーで正確なジェストを否定することは出来ないことでしょう。ダニー・ケイはニューヨークフィルハーモニーオーケストラと共演をした際に、何人かのマエストロのまねをしました。キャリアの少ない若い指揮者、そして経験豊かな指揮者、年金生活目前の年老いた指揮者、精神患者的な指揮者、様々な文化的背景を持つ指揮者の例として、何一つ妥協しないゲルマン系指揮者、情熱的なラテン指揮者、北欧系指揮者のフランス人のキザな指揮者。これはとても面白いショーですが、それ以外にも素晴らしい指揮のレッスンでもあります。

このような例が我々に教えることは、現在、指揮者のための良い学校は、自然なコミニュケーション術と、生まれながらの音楽的才能に恵まれていなければ、ほとんど必要ないということです。良い演奏家になるために、楽器を演奏するテクニックを修得することは誰にでもできます。(勿論、体型に恵まれていない、音楽的要素が全くない等の場合をのぞいて、ですが)しかし、どんなに勉強して、良い演奏家にはなれても、指揮者のフィールドで、テクニック、表現がバランスよく結びつく地点にたどり着けることはとても難しいことなのです。

健全な体を持っていることは、指揮者の素質として重要なことです。勿論それだけが全てではありません。しかし個性的な表現を伝える為に指揮者には必要不可欠な条件なのです。指揮者としての技術を得ることは風貌と全く無関係ではありません。多くの音楽家が、演奏活動経験を積むことから、演奏家から式台へその活動場所を変えることは良くあります。しかし多くの場合、良い結果を生むことはありません。なぜなら完全な音楽演奏のみを尊重するからです。本来、指揮をする、ということはそういうことではないのです。指揮棒は、常に指揮者の意思を投影する、手に握られた体の一部で無ければならないのです

ハーモニーへの到達は、ジェストと音楽的アイデアです。オーケストラと一つになるためのコミニケーションは必要不可欠です。それを得るためには多くの時間、成熟していく時間が必要です。若い音楽家は、成熟した、経験豊富な音楽家よりも多くの利点があります。なぜなら若い音楽家は研鑽を積み、テクニックを研究し、自分のスタイルをものにして成長していくための多大な時間があるからです。様々な言葉での、いくつかの楽器による勉強を通し、理解力を深め、作曲を通して、音楽史からスタイルを学び、情熱的な学友との交流を得て行く中で、彼らは形成を完成させてゆくことでしょう。オーケストラとの継続した経験、なによりも人間としての融合、様々な経験を経て音楽家としての個を形成してゆくのです。更にそれに加えて、幸運が訪れれば、まさに言うことは無いでしょう。

若い有望な指揮者は、時代の変換とともに変化した、オーケストラを指揮するということの現在を認識するべきです。我々の認識した創造者である指揮者は、この10年程で消えつつあります。残念ながら、彼らの後任として指揮棒のテクニックばかりを披露する、どんな宿題でもこなす、オーケストラの良いマネージャー的存在の指揮者が代わっています。今日、若い指揮者には既に準備されたもの、健全な精神と肉体、そして、しばしば指揮者にとって、不利益なことと明白ながら、全てのジャンルの音楽をまんべんなく演奏することが求められます。この悲しい習慣の中で、指揮者は作曲者と生活の間で板挟みの状況なのです。ベートーヴェンを指揮するということと、ヴィヴァルディを指揮するということ、ラベルからブラームスへの陰影の変化、マーラーの大音響からシューマンへ、これらは全て同じことでしょうか。勿論全くスタイルの違うことです。広範囲なスタイルの違う曲を深く認識することは、肩の関節周囲炎を導くか、もしくは多大な情熱を要することです。

良く知られたレパートリーの間違った表現法、表面的な解釈は、フルトヴェングラー、クレンペラー、トスカニーニ、ヴァルター、そしてベルンシュタイン、ベーム、カラヤン等による素晴らしい指揮法スタイルによる教えにも関わらず、もはや数人の指揮者を残しては、ありふれたものになってしまいました。信じられませんが事実なのです。良く知られた権威のある音楽ホールで、常連の聴衆を満足させるのみの、つまらない音楽を聴くことは、日常茶飯事となってしまいました。最近は世界中のオーケストラを解放するのではなく、まんべんなく、そつのない、繊細な感覚にかける演奏にかき立てる指揮を良く目にします。現在、指令拒否ともとれる、オーケストラ内部での協定、それぞれの認識により保たれた調和が蔓延しています。もし、本当に指揮をしたいのなら、オーケストラを服従させなければいけません。多くの指揮者がこのような予定調和を重んじているオーケストラにとって、まったく最悪な共犯者でありました。オーケストラは時々、彼らによって選出された常任指揮者、レコード会社との契約、ツアー等の際、便利な状況の言いなりになってしまうことがあります。彼らは指揮者がいなくても安定した状況を手に入れているのです。情熱的にを想像することのみならず、このような人間関係を打ち破り、躍動する魂、唯一の音楽、そして何よりも演奏家の域を出なければならないのです。

しかし、このような状況の中でも、若い指揮者から勇気を取り上げてはいけません。彼らが芸術音楽への探究を深めることにより、芸術音楽において、確実に魅力的な、大きな満足を得ることが出来るでしょう。音楽家の権限を再認知するための新しい課題として、新しい音楽家へ正しいディメンションを与え、新しい輝きを与えることが必要です。若い正直な若者の感性に、芸術的な、それよりも何よりも、広範囲に知的な側面を教育することがマエストロの課題となります。そして、全ての人の課題として、音楽家もそうでない人も、凡庸さと戦わなければなりません。意味を伴わない文献学的なもの、乾いたテクニックのみによる演奏を受け入れてはなりません。音楽は人間から成し、人間の感覚の投影であり、人間の洞察力と情熱そのものなのです。

ジルベルト・セレンべ
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Contrariamente a quanto s’immagina, per dirigere un'orchestra non occorrono doti straordinarie di tecnica direttoriale né di preparazione musicale. Occorre semplicemente un discreto senso ritmico e un po' di orecchio. Prova lampante ne diedero nel passato due tra i più grandi attori comici americani: Danny Kaye e Jerry Lewis. Chi ebbe la fortuna di assistere alle loro esilaranti esibizioni nella veste di direttori d'orchestra non può negare la grande abilità dimostrata, per chiarezza di gesto, incisività e per presenza direttoriale. Proprio Danny Kaye si esibì con l'Orchestra Filarmonica di New York in una performance, dove mimava gli atteggiamenti di alcuni direttori: il giovane alle prime armi, quello più navigato, il vecchio direttore alla vigilia della pensione, quello con i tic e una rassegna dei direttori di varia estrazione, dal teutonico intransigente al latino super focoso, dal nordico preciso al francese "tutto charme". In pratica una divertentissima ma grande lezione di direzione d'orchestra.

Simili avvenimenti ci fanno capire che le scuole di direzione servono ben poco se non ci sono una predisposizione naturale alla comunicazione e una spontanea e innata musicalità, non tecnicamente acquisita. Si può apprendere una qualsiasi tecnica strumentale e arrivare a essere un buon esecutore (se ovviamente non esistono impedimenti fisici e una spiccata antimusicalità), ma difficilmente si potrà raggiungere un connubio tecnico-espressivo di spessore in ambito direttoriale, anche studiando caparbiamente per anni.

La predisposizione fisica è essenziale, certamente non un requisito di per sé sufficiente, ma molto importante perché componente primaria per una comunicazione espressiva e per l'impronta sonora propria di un direttore. Il possesso di una tecnica direttoriale non estranea alla propria fisionomia è basilare, ma non si creda così scontato. Molti musicisti passano dal proprio strumento al podio facendosi forza dell’esperienza artistica maturata negli anni, ma spesso con esiti mediocri perché considerano ovvio il risultato musicale. Non è così, perché la bacchetta non dovrebbe essere un corpo estraneo stretto in una mano, ma il prolungamento fisico e la proiezione mentale del direttore.

Il raggiungimento dell'armonia tra gesto e idea musicale, indispensabile unione per comunicare con l'orchestra, richiede tempo e maturazione continua. Un giovane musicista è sicuramente avvantaggiato rispetto a un collega più maturo, anche se quest’ultimo ha alle spalle una solida esperienza musicale. Il giovane ha più tempo per inquadrare la propria tecnica e soprattutto per migliorarla tagliandosela addosso, come un sarto confeziona un vestito. Naturalmente il corredo di conoscenze accessorie, in altre parole lo studio di uno o più strumenti, della composizione, degli stili, della storia della musica e l’appassionata frequentazione di discipline complementari, completerà la sua formazione; l'esperienza continua con l'orchestra, unione di uomini prima di tutto, e quindi l'esperienza umana lo arricchirà e contribuirà alla costruzione dell'individuo-artista. Un colpo di fortuna, se e come arriverà, sarà il benvenuto.

Il giovane aspirante direttore dovrebbe essere consapevole che da qualche tempo l'arte della direzione d'orchestra si sta trasformando; la figura "demiurgica" del direttore così come l’abbiamo conosciuta per decenni sta svanendo, se non è già addirittura scomparsa, e al suo posto è subentrata, e sfortunatamente accettata, quella di un "tecnocrate della bacchetta" pronto a qualsiasi compito di coordinamento, come un buon manager con i suoi collaboratori. Oggi ai giovani direttori sono richieste prontezza, salute psico-fisica, efficienza e devono dimostrarsi inclini ad accettare di eseguire un po' tutto il repertorio, anche se sovente a scapito della propria predisposizione e sensibilità. E’divenuta una triste consuetudine osservare un direttore cimentarsi con autori con i quali instaura conflitti esistenziali: conduzioni beethoveniane per Vivaldi, sfumature raveliane per Brahms, fragore mahleriano per Schumann e così via. Per non parlare della gestualità: ampie evoluzioni del braccio in brani che richiedono la massima discrezione oppure blocco da periartrite cronica della spalla per musica che richiede slancio e passionalità. Errori interpretativi e letture generiche del grande repertorio sono ormai all'ordine del giorno nonostante le lezioni di figure direttoriali gigantesche come Furtwängler, Klemperer, Toscanini, Walter e poi Bernstein, Böhm, Karajan solo per citare alcuni celebri nomi. Incredibile ma vero, anche nei luoghi consacrati alla grande musica, si ascoltano quotidianamente concerti noiosi, della peggiore routine tra la generale approvazione di un pubblico sempre più assuefatto, apparentemente insensibile e distratto. Da qualche tempo assistiamo a una sorta di generale omologazione alla quale l'esecuzione musicale sembra non sottrarsi e le orchestre di tutto il mondo, fatte poche e dovute eccezioni, sono l'esempio più tangibile di un appiattimento del gusto e di una sempre più scarsa sensibilità alla sollecitazione direttoriale. Vige una sorta di “rifiuto del comando", una specie di autogestione, di accordo interno al quale i direttori, se vogliono dirigere, devono sottomettersi. E molti direttori d'orchestra sono stati e sono i peggiori "complici" di questa situazione. Le orchestre, a loro volta succube di situazioni spesso di comodo (direttori principali eletti per garantirsi contratti discografici e tournée) si sono ritrovate senza direttori veramente "stabili", capaci e volonterosi di plasmare e curare il "sound" oltre che di instaurare quel rapporto umano, personale, teso alla fusione di anime prima ancora che di strumentisti.

Tutto ciò non deve disarmare il giovane direttore che si appresta ad affrontare un'arte musicale che rimane sicuramente tra le più affascinanti e che può riservare grandi soddisfazioni. E' compito delle nuove leve di musicisti ricollocarla in una giusta dimensione e donarle un nuovo e vitale smalto. E' compito dei maestri inculcare nei giovani il senso di onestà, artistica prima di tutto e intellettuale in senso più lato. E' compito di tutti, musicisti e non, combattere la banalità, non accettare le mode "filologiche" senza senso e il tecnicismo esasperato che ha da tempo inaridito le esecuzioni; ricordare che la musica appartiene all'uomo e che è proiezione dei suoi sentimenti, delle sue passioni e delle sue intuizioni.

 

Gilberto Serembe