La Scuola Grande di San Filippo

Creator Musica SacraCreator - Faenza musica sacra
La manifestazione è giunta alla 9a edizione. Tutti i dettagli dell'edizione 2013
Presentazione Creator edizione 2007 – anno III

La dialettica viva vuole che rinnovamento e tradizione si sviluppino e si rafforzino in un processo simultaneo” scriveva Igor Strawinskij.

 

San Filippo Neri di Guido Reni

San Filippo e la Madonna - Guido Reni (1614)
Stanze di San Filippo
Chiesa Nova Vallicella Roma

La terza edizione di “Creator – Faenza Musica Sacra” godrà dei rapporti che ha saputo coltivare in questi anni per espandere notevolmente il suo ‘pensiero’.

Un pensiero fondato più che mai sulla necessità di ancorare alla fecondità della tradizione ogni processo di rinnovamento che voglia definirsi tale.

Un pensiero notevolmente arricchito dalle recenti espressioni di Papa Benedetto XVI: “Sono convinto che la musica sia veramente il linguaggio universale della bellezza, capace di unire fra loro gli uomini di buona volontà su tutta la terra e di portarli ad alzare lo sguardo verso l’Alto ed ad aprirsi al Bene e al Bello assoluti, che hanno la loro ultima sorgente in Dio stesso”.

Ecco quindi che Creator 2007 continua a delineare il proprio compito.

Una riflessione profonda sulle radici dell’uomo, un dialogo aperto sul suo estro creativo, con una semplice ma decisa indicazione di metodo: un rapporto giusto con la realtà può nascere solo dall’ascolto, da quel silenzio interiore che accoglie e sostiene lo stupore, quello sguardo così necessario per conoscere e gustare veramente la bellezza che ci circonda.

Romano Valentini
Direttore Artistico Creator

 

Ciò che si richiede perciò nella comprensione dell’opera d’arte non è un semplice vedere o ascoltare, come per gli oggetti che altrimenti ci circondano, e nemmeno un godere e compiacersi, come in una qualsiasi lieta circostanza. L’opera d’arte apre piuttosto uno spazio in cui l’uomo può entrare, in cui può respirare, muoversi e trattare con le cose e gli uomini, fattisi aperti. A questo in verità egli deve tendere – e con ciò si manifesta, in un punto particolare, quel compito che per noi oggi è tanto urgente quanto nessun altro, quello della contemplazione. Siamo diventati attivisti e ne siamo orgogliosi; in verità abbiamo disimparato a metterci in silenzio, a raccoglierci, ad aprirci, a guardare e ad assumere in noi le essenzialità. La maggior parte sente sì qualcosa di bello; conosce spesso stili e tecniche; talvolta ricerca anche soltanto quanto ci può essere di materialmente interessante o di attraente ai sensi. L’autentico rapporto con l’opera d’arte non ha nulla a che vedere con tutto ciò. Esso consiste nel mettersi in silenzio, raccogliersi, entrare, guardare con sensi desti e anima aperta, spiare, rivivere. Allora si dischiude il mondo dell’opera d’arte.

Romano Guardini