Caravaggio alla Chiesa Nuova

di P. Edoardo Aldo Cerrato*

Caravaggio

Il IV centenario della morte del Caravaggio (Milano 1571 - Porto Ercole 1610) vedrà quest’anno importanti manifestazioni cultu-rali.
Anche l’Oratorio di san Filippo Neri si uni-sce al ricordo dell’artista, «gran peccatore, specie nell’ira, ma cattolico peccatore, ben cosciente che gli insegnamenti della Chiesa erano veri» nella cui opera «l’invisibile veri-tà si fa immagine». Caravaggio ha intes-suto, infatti, con l’ambiente oratoriano di Roma il rapporto – approfondito da alcuni studiosi – che ha dato origine alla Deposi-zione, uno dei sommi capolavori del pittore, realizzata tra il 1602 e il 1604 per la cappel-la Vittrici della “Chiesa Nuova”
Il committente era nipote di Pietro Vittrici che, già maggiordomo del card. Ugo Bon-compagni e poi suo famigliare dopo l’ele-zione al Soglio pontificio (1572), guarito miracolosamente per intervento di Filippo Neri, si era legato spiritualmente a Padre Fi-lippo e al suo ambiente. Fu il primo ad aver assegnata una cappella della “Chiesa Nuo-va” nel 1577 al cui altare Gregorio XIII con-cedeva il titolo di “privilegiato”, ornato di una pala di ignoto autore raffigurante, accanto alla Pietà, lo stesso papa Boncompagni. L’attuale cappella fu costruita a partire dal settembre del 1596 a spese della Congregazione; i lavori si protrassero fino al 1605, ma nel frattempo Girolamo Vittrici, erede di Pietro, già aveva commissionato «di sua cortesia» a Caravaggio la nuova pala dell’altare. La commissione maturò probabilmente nell’ambito dell’entourage di Clemente VIII Aldobrandini e degli Oratoriani in cui Girolamo era ben inserito, come pure nella famigliarità con importanti committenti di Caravaggio: i Cerasi per le tele di S. Maria del Popolo, i Giustiniani, dei quali entrarono nella Congregazione Fabiano, Orazio e Giuliano...

*Procuratore Generale Confederazione dell'Oratorio di S.Filippo Neri

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