La musica e la pittura, due facce della stessa medaglia

Gilberto_Cappelli_Foto_0008"La musica e la pittura? Due facce della stessa medaglia" .

Il M° Gilberto Cappelli, nativo di Predappio Alta, sintetizza così con sorprendente semplicità la sua vita artistica. Due prelibati frutti nati sulla stessa pianta, uno dei quali nascosto un po’ dalle foglie, ma non per questo meno saporito.

Abbiamo incontrato il M° Cappelli, in occasione dell’inaugurazione della mostra attraverso la quale la Scuola Grande di San Filippo realizza uno dei suoi principali obiettivi, quello di procurare un’occasione di incontro e di dialogo fra uomini intorno a cio’ che sta più a cuore a tutti: il desiderio della Bellezza, il desiderio che la bellezza della vita presente, che l’opera dell’uomo di oggi ravvivi la speranza per i giorni a venire. L’incontro con il Maestro Cappelli è così una tessera preziosa del grande mosaico della realtà buona in cui viviamo.

 

Maestro, ci racconti dei primi attimi nei quali musica e pittura crescevano dentro di Lei...

Per me la musica è la rappresentazione sonora di una pittura mentre la pittura è la rappresentazione visiva di una musica. In questa direzione mi sono mosso fin da bambino: traevo ispirazione per la musica da un quadro e, viceversa, per realizzare un quadro, mi ispiravo ad una musica.

Come è maturata questa consapevolezza?

Lavorando alla musica e allo stesso tempo alla pittura ho notato una cosa che dà un senso a tutto quello che sto facendo: dopo anni e anni di lavoro ho notato che la pittura e la musica sono la stessa cosa, due facce della stessa medaglia, due manifestazioni del mondo interiore.

Approfondiamo questa interessante visione...

La musica è invisibile per sua natura e di un pezzo non si può avere in un solo attimo una percezione globale perché esso procede man mano in un continuo sonoro, mentre nella pittura con un solo sguardo si può percepire per intero un'opera. Lavorare contemporaneamente con due linguaggi artistici non è stata per me quindi una cosa calcolata, tutto è avvenuto spontaneamente come risultato di un bisogno interiore: insomma tutto quello che ho fatto l'ho fatto perché non potevo fare altrimenti.

Un suo telegramma sulla mostra?

I quadri esposti in questa mostra rappresentano in sintesi il percorso creativo da me fatto negli ultimi 7 anni. Il cuore di tutto quello che ho realizzato, la molla che muove il tutto è sostanzialmente un amore profondissimo per il colore, per la pittura in genere e per quella contemporanea in particolare.